museo ETNOGRAFICO DELLA MEMORIA " C. VINAJ"

(Loc. Fontane)

 

Santuario della memoria
 
Oltre quattrocento oggetti esposti, dai documenti cartacei agli attrezzi ed agli utensili dell'uso quotidiano e un archivio fotografico integrato dai testi della tradizione orale, determinano ed esprimono la specificità che distingue questo "angolo di mondo": la cultura, il colore, il profilo e il senso di un'isola "occitano-provenzale" estesa dalle Fontane alle creste dell'Alta Val Corsaglia.

 

I servizi e le attività
 

L'associazione Culturale del Kyè, oltre a curare la raccolta esposta, svolge un ruolo di supporto, ricerca e documentazione, gestendo una struttura con 60 posti letto: attrezzature con servizi autonomi è a disposizione di gruppi come scuole, sezioni di scout o parrocchie che intendono avvicinare le ricchezze ambientali ed umane di una splendida valle scoprendo così gli ordinati traguardi posti dalla civiltà alpina a segnare i suoi luminosi orizzonti.

Dalla reception all'informazione, tutte le attività propedeutiche e/o complementari alla visita sono integrate con quelle di Bossea nell'ambito del nuovo terminal di accesso alla Grotta.

Qui sarà possibile visite guidate, percorsi esterni complementari e di

approfondimento, oltre a definire la conduzione di conferenze, incontri e lezioni, secondo un palinsesto di temi di volta in volta proposto e rinnovato.

Comprendendo come si è visto la Grotta di Bossea, integrando le linee di sviluppo ecomuseale ed allacciando il sentiero carsologico didattico ormai realizzato, il discorso etnografico si inserisce in un contesto più ampio: un sistema complesso, volto a sostenere la fruibilità dell'assetto territoriale e a consentirne un'attenta lettura, quale prodotto di integrazione tra l'ordine naturale, con tutte le sue emergenze, e quell'ordine naturale, con tutte le sue emergenze, e quell'ordine umano che vi si è sovrapposto grazie ad un esercizio di stampo secolare

 

 

Le terre del Kyè
 

Sotto l'autorevole supervisione di un linguista del calibro di Corrado Grassi, si stabilì, senza ombra di dubbio, l'origine provenzale di questa parlata, evidenziando fra l'altro l'emergenza di tratti arcaici che, contro l'influenza del piemontese e del ligure, in quello che l'autore stesso definì un esiguo frammento gallo-romanzo, appaiono ben conservati.

Già di per sé, la giustificazione dei limiti di un simile frammento consente interessanti approfondimenti storico-geografici, ed a questo proposito va segnalata una sorprendente coincidenza: fra la diffusione intervalliva di un originale substrato linguistico e le testimonianze di una tipologia architettonica tanto esclusiva quanto particolare, come quella del tetto racchiuso, senza riscontri, se non in limitate zone del Modenese e del Bellunese, ma assai diffusa nelle valli dei Pirenei, nei frontoni delle case accostate in linea, nelle Fiandre e nella Mitteleuropa. Esempi che possiamo considerare elaborazioni dotte dal calco sopraccitato.

 

 

 

Il museo è aperto tutti i giorni nei mesi di luglio e agosto, a richiesta nel restante periodo telefonando ai seguenti numeri:

0174 349137 oppure 0174 349240